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Giovedì 13 settembre parte il prologo dell’Alzheimer Fest

vi aspettiamo

alle ore 18 Inaugurazione della mostra Quotidiani Paralleli di Luca Chisté al Parco delle Terme

alle ore 20.30 Non perdetevi lo spettacolo teatrale “Il Vangelo secondo Antonio”di  Scena Verticale al Teatro Caproni

 

 

 

 

A partire da venerdì ore 15:30 e per tutto il weekend, alla Pagoda del Trentino presso il Parco delle Terme avremo il piacere di restituire alla comunità il percorso intrapreso con il Piano provinciale demenze e ciò che è stato realizzato finora grazie al lavoro di rete. Con poster, fotografie e fumetti vi daremo anche un assaggio di come il territorio si è preparato all’arrivo dell’Alzheimer Fest. Verranno esposti i progetti: “Alzheimer tra noi” coordinato dall’APSP “Clementino Vannetti” di Rovereto, “Dementia Friendly Community” coordinato dall’APSP “Residenza Valle dei Laghi” di Cavedine, “Dialoghi Possibili” a cura delle APSP della Valle di Non e Sole, “ALZA…CHE???” coordinato dall’APSP Città di Riva e dalla Cooperativa Arcobaleno e “Ricordati di te” coordinato dall’APSP Civica di Trento .

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GUIDA SRAGIONATA
AL PROGRAMMA DELL’ALZHEIMER FEST

Dopo aver scorso il programma avete dubbi, curiosità? Ecco un piccolo manuale per approfondire (quasi) punto per punto.

Se vi restano punti interrogativi, allora è proprio il caso di venire a Levico Terme per risolverli di persona (e in compagnia).
Chelsea blu Blu R9393 12 Remonte Stivali Donne Blu Blu Delle Testi di Michele Farina, Cristina Giacomelli, Compagnie Malviste (Alvise Campostrini e Alessandro Manzella), Luisa Moser, Marco Trabucchi, Valentina Ugo, Giovanna Volpi

MEDICI SENZA CAMICI

I “medici senza camici”, che faranno un servizio continuativo per tutta la Fest, non abbandonano la loro divisa per essere meno disponibili, ma anzi per far capire che la scienza medica è a disposizione di chi è fragile, senza che questi debba superare barriere di potere, di sapere, economiche, psicologiche.

L’Associazione Italiana di Psicogeriatria è il partner scientifico dell’Alzheimer Fest; da quest’anno, però,  tutte le associazioni mediche che lo desiderano sono direttamente partecipi di questa grande impresa. Partecipi significa servire come medici senza camici, ma soprattutto come testimoni che la clinica si può esercitare anche in maniera diversa da quella tradizionale; resta infatti un atto estremamente serio, che però può essere compiuto senza inutili angosce, all’interno di un mondo che si pone attorno a chi soffre e alle loro famiglie, mettendo a disposizione quello che vi è di più bello (dalla poesia, al teatro, alla cucina, all’arte, ecc.). In questa logica all’Alzheimer Fest parteciperanno attivamente i medici dell’Azienda provinciale per i Servizi Sanitari di Trento e quelli della Sindem, società che rappresenta una quota importante di chi si occupa di demenze.

All’ Alzheimer Fest verranno discusse le principali novità della ricerca sulle demenze, senza il pessimismo di chi è spaventato del futuro, ma anche senza ottimismi superficiali. Verranno date ai partecipanti con chiarezza le informazioni più aggiornate e più serie, rinunciando ad inutili paludamenti, in modo che malati, famigliari, associazioni, operatori, volontari possano ricevere le informazioni che sono davvero utili per la vita e il lavoro.

MUSICA E VOCI

Blu Donne blu Blu R9393 Remonte 12 Chelsea Blu Delle Stivali La musica non conosce barriere, non ha bisogno di parole per risvegliare la memoria e suscitare emozioni: ingrediente principale di ogni festa che si rispetti, una montagna di note non poteva certo mancare all’Alzheimer Fest dove ci accompagnerà per tre giorni.

La passione dell’Orchestra d’Argento, le vibrazioni balcaniche di Roberto Dorkovic con i Fantasisti del Metrò e le armonie dei musicisti del Conservatorio di Trento danno il via alla prima giornata sulla spiaggia libera del Lago di Levico, per poi risalire per le strade fino al Parco delle Terme e lì mettere radici (anche con le sessioni di musico-terapia): nei giorni successivi ci saranno band itineranti e stravaganti come la Bifolk Band e i Bandaradàn, scuole trentine di musica come i Mini Polifonici (con ensemble variegati). Tutti saranno invogliati a cantare le canzoni con il Cblu Chelsea Remonte Stivali Blu Blu 12 Blu Donne Delle R9393 oro Sonoramente, che almeno per il tempo di un brano annulla la differenza tra chi è fragile e chi no. Le voci potenti del Coro Valsella ci faranno immaginare di essere sulla cima dei monti. Il violino di Roberto Broggi e la fisarmonica di Simone Faraoni saranno l’equipaggio della Badante Band, un servizio di “pronto intervento” musicale pronto a ogni esigenza.
I quattro della Banda Osiris ci prenderanno di sorpresa scorrazzando sul palco del PalaLevico con la loro musica “muscolare”, Paolo Jannacci Duo Jazz ci conquisteranno domenica al PalaLevico, il Trio Ametista ci farà fare un viaggio attraverso i secoli nell’atmosfera magica di Villa Sissi, il tango dell’Associazione E.M.M.A. ci ruberà il cuore (e i piedi) mentre sotto gli alberi saremo tutti chiamati a goderci in cuffia il progetto Ricorde della Miscele d’Aria Factory, una tessitura fatta di duetti inediti: voci di persone con demenza e musicisti ispirati proprio dalla bellezza del loro canto magari incerto. Certo ci stiamo dimenticando qualcuno o qualcosa, ma è normale con un programma così ricco.

Riassumendo: concerti piccoli e grandi, sotto gli alberi secolari o nell’intimità di una sala d’altri tempi, musica da strada, musica da ballo, musica che ci seguirà e a cui andremo incontro, musica delicata o scoppiettante: L’Alzheimer Fest 2018 è tutto da sentire!

…E QUI SI MANGIA

Profumi, tintinnio di stoviglie, sapori che accendono momenti nella memoria che sono incancellabili.
Parole, racconti condivisi a tavola, insieme a gioie e dolori.
Da queste emozioni nasce il progetto del cibo della memoria, basta chiudere gli occhi davanti ad una semplice pasta al pesto , che la nostra mente apre la dispensa dei ricordi.
Ci sono cucine che parlano da sole, mani che impastano che sembrano danzare con la farina e le uova, ricette riposte nei libri della Cucina Italiana , scritte sui fogli stropicciati e unti: tutto questo deve essere raccontato, trasmesso ai bambini, ascoltato con molta attenzione perchè nulla deve essere perso ma “cucinato”.
Con la preziosa collaborazione dello Chef Luciano Tona, abbiamo cercato di rendere vivi i sapori legati ai ricordi, omaggiare la memoria di ogni partecipante all’Alzheimer Fest, semplicemente cucinando per ognuno di voi e rendere la tavola un luogo di d’incontro dove poter parlare insieme.
Ricette semplici, dove i prodotti del territorio che ci ospita sono i protagonisti indiscussi, a noi, e alla Giacoma, il compito di rendervi felici.

QUI SI FA L’ARTE (E NON SI METTE DA PARTE)

Questa è la sezione forse più varia e cospicua dell’Alzheimer Fest, forse la più ardua da sintetizzare anche per una guida sragionata come questa. A programma già stampato, continuano ad aggiungersi cose belle e ne siamo felici. Le idee che prenderanno forma nell’arco dei tre giorni sono tantissime. Difficile riassumerle: performance, incontri, laboratori, giochi, misteriose collezioni temporanee. Una gigantesca bottega a cielo aperto da cui usciranno barche, nuvole, pensieri, bandiere.

L’idea di fondo (con immagine alpinistica) è forse questa: la bellezza supera il crepaccio terminale fra sani e meno sani. Anzi: la bellezza ha bisogno dei meno sani per manifestarsi pienamente, per arrivare in vetta. Con linguaggio culinario, verrebbe da dire che è tutta “roba fresca”, a lievitazione naturale. Impressionante il numero dei musei italiani che hanno abbracciato lo spirito dell’Alzheimer Fest, la maggior parte anche con la loro presenza, portando un saggio delle attività svolte quotidianamente nei rispettivi territori sotto il segno dell’inclusione sociale. Significativa la presenza di artisti che pur operando da prospettive diverse finiscono per convergere naturalmente, senza darsi appuntamento, su un perno comune: l’arte come azione (presenza, contemplazione) vitale. Ripercorrete se avete tempo il programma e troverete questo filo rosso. C’è un verbo che usa il nostro amico Guido Morgavi per raccontare l’esperienza di Arteva e che ci ha molto colpito: il verbo “crescere”. Guido lo usa quando parla dei laboratori artistici dove sono coinvolti gli anziani. Sembra naturale per gli alberi ma non per gli umani: chi pensa ai vecchi come a persone che possono (e ancora hanno voglia di) crescere? E’ quella che si pratica all’Alzheimer Fest, nonostante le difficoltà, il degrado, gli smottamenti. Ad ogni età: l’arte di crescere.

 

QUI SI CURANO LE PAROLE

Parlare, scrivere, raccontare, comunicare: le demenze costituiscono una straordinaria sfida anche a questa dimensione insopprimibile del nostro essere persone. All’Alzheimer Fest si curano le parole, senza la pretesa di guarirle. Curare le parole significa innanzitutto prestare attenzione a chi ha qualcosa da raccontare. Ed essere attenti a come si raccontano le cose, che sia una diagnosi di malattia o una dichiarazione d’amore, la grande letteratura o il diario minimo di un familiare caregiver. Raccontare è rammentare: ricordare qualcosa a qualcuno (rammendare la tela della memoria), fare in modo che non se la dimentichi. Ma anche chi non rammenta più, anche chi ha la memoria sfilacciata non smette per questo di essere presente, di presentarsi, dunque di comunicare. Magari con il silenzio. Con un sorriso, una smorfia, una stretta lieve della mano. Le parole sono importanti anche per chi non le usa più come prima, per chi le ha trasformate in altro. O forse, proprio per questo, sono ancora più importanti?

Negli spazi dell’Alzheimer Fest dove “si curano le parole” si possono incontrare scrittrici e scrittori, poeti e poetesse, ma anche malati, familiari, caregiver, operatori, scriventi a vario titolo e di vario calibro. Molti nei loro lavori hanno trattato temi che ruotano intorno alla malattia di Alzheimer e alle altre demenze. Ma non necessariamente. Il tessuto della memoria, gli oblò dell’oblio, il tempo che scorre, l’infanzia, la vecchiaia, l’amore, la perdita, il distacco, il ritorno, il permanere: ecco alcun degli ingredienti che accomunano e alimentano i racconti sull’Alzheimer e quelli sulla vita in generale.
E’ il motivo per cui all’Alzheimer Fest nomi conosciuti e illustri ignoti, persone che sono state toccate dalla malattia e persone che invece sono state risparmiate, tutti (come dice la canzone Anna e Marco di Lucio Dalla) sono chiamati in qualche modo a “scambiarsi la pelle”. Ovvero a scambiarsi le storie, specchiandosi in quelle degli altri senza limiti di età: dagli anziani ai bambini. Il menù prevede esplorazioni narrative di gruppo e cavalcate solitarie, dialoghi inaspettati, letture in musica, confessioni, ascolti. E anche illuminanti commistioni: come quando uno scrittore caregiver e uno storico si ritrovano insieme a parlare di trincee, quelle della Prima Guerra Mondiale (sono cent’anni dalla fine!) e quelle in cui le famiglie si ritrovano a combattere la loro guerra di posizione contro il nemico Alzheimer.
Carta canta (a volte urla). Questa parentesi vuole dire che non c’è nessun intento forzatamente consolatorio nel presentare le storie in cartellone all’Alzheimer Fest. Anzi. Curare le parole non vuole dire edulcorare le esperienze. Ma dare loro voce.

 

QUI SI FA IL TEATRO

Il teatro e la danza, come altri linguaggi artistici, in questi anni hanno apportato nuove modalità di relazione con e tra le persone affette da demenza (Alzheimer, ma non solo). Molti artisti di teatro e danzatori si stanno interrogando sul loro possibile ruolo nei cambiamenti che la diffusione delle demenze produce nelle nostre città, nei quartieri, nelle famiglie, nelle persone e nella vita di tutti i giorni.

La medicina e il mondo dell’assistenza hanno così trovato nelle arti (e sul palcoscenico) un alleato importante per l’elaborazione di risposte ai bisogni dei singoli e delle comunità, alla ricerca continua di esperienze che possano migliorare la qualità della vita delle persone fragili e di chi se ne prende cura.

Quest’anno sono tante le proposte di teatro e danza che si trovano nel programma dell’Alzheimer Fest. In “Qui si fa teatro” (spettacoli, laboratori, performance arts) si mettono in gioco alcune delle realtà artistiche che stanno contribuendo a diffondere una nuova cultura della malattia e a sollecitare la comunità oltre che i singoli individui sul fronte dell’inclusione sociale.

A presentare le loro proposte, compagnie e artisti locali e provenienti da tutta l’Italia, nomi di cui si trova traccia nel programma ma anche gruppi di “amatori” che prenderanno il Fest di sorpresa.

A Levico dal giorno 13 (sì, da giovedì 13, con un prologo serale da non perdere) si farà teatro ogni giorno, e non soltanto nei luoghi “deputati”. Alcuni spettacoli si svolgeranno presso il teatro “Monsignor Caproni”, altri invece prenderanno vita lungo i viali del Parco delle Terme ed in altri spazi pubblici di Levico.

Il coordinamento della sezione “Qui si fa teatro” è affidato alle Compagnie Malviste, un’equipe impegnata da più di dieci anni nella promozione della cultura come luogo e tempo di cura.

Stivali Delle Blu Remonte Donne 12 Chelsea Blu Blu blu R9393 Si piange, si ride, si condivide. Combinazioni diverse: dagli spettacoli dove ci si può accomodare in qualità di spettatori alle performance dove ritrovarsi tutti protagonisti. Per immaginare il futuro di tutto noi attraverso gli occhi di chi guarda e di chi fa, attraverso un teatro e una danza “da vedere” ma soprattutto “da vivere”.

 

LA DIGNITA’ E I DIRITTI

L’Alzheimer Fest non vuole essere un momento di evasione dalla realtà, un’iniziativa meramente ludica fatta per dimenticare i problemi legati alle malattie neurodegenerative che toccano milioni di persone. Al contrario: fare festa vuole dire innanzitutto celebrare quelle persone spesso lasciate sole, il loro coraggio quasi sempre dimenticato, e la loro sorprendente vitalità. Festeggiamo, dunque siamo: fare festa significa anche dare voce alle esigenze di quelle persone, sancire la loro esistenza come persone giuridiche 365 giorni all’anno, fare luce sulle “mancanze” e al tempo stesso sulle straordinarie potenzialità della società civile.

Per questo la sezione “La dignità e i diritti” è la testata d’angolo del Fest fin dalla prima edizione: La Carta di Gavirate è la nostra boa: mette nero su bianco venti punti fermi, al centro i diritti inalienabili delle persone e non le malattie di cui soffrono. I malati sono cittadini: può sembrare un assunto banale, quasi scontato. Eppure troppo spesso ce ne dimentichiamo (se ne dimenticano). Ed è da questa dimenticanza che derivano molte delle mancanze di cui sopra. Con una serie di incontri a tema (dagli ideali della Costituzione applicati alle persone con demenza ai problemi legati al peso economico della cura, dal nodo cruciale della sedazione/contenzione dei pazienti alla suggestione “rivoluzionaria” di un design di prevenzione, solo per citarne alcuni) l’Alzheimer Fest vuole raccogliere – con l’aiuto dei diretti interessati – idee e proposte per far crescere il senso di responsabilità e l’offerta di servizi per le persone con demenza e le famiglie. Sarà il professor Giovanni Maria Flick, giurista già presidente della Corte Costituzionale, a dare la cornice al Fest in punta di diritto, riflettendo sull’“attentato alla memoria” che le demenze rappresentano per l’intera comunità e sul principio della dignità come stella polare della cura.
Non si tratta di avere buon cuore. E’ una questione di giustizia. Fino all’ultimo, fin dall’inizio, i malati sono (e restano!!!!) dei cittadini.

 

IL CINEMA

“E’ l’Alzheimer, Bellezza!”, ovvero la rassegna cinematografica che parla di Alzheimer ma non solo, prende il nome dal documentario di Blu Blu Stivali Remonte 12 R9393 blu Donne Chelsea Delle Blu Gianni Zanotti prodotto da Alzheimer Fest in collaborazione con Israa di TrevisoMaxi Millen Karen Rosa Più Viola Floreale Seta Vestito Stampa A wIwxqgAC (il cui titolo si rifà a una celeberrima battuta di Humphrey Bogart nel film L’ultima Minaccia”: “E’ la stampa, bellezza”).
Organizzata in collaborazione con Roberto Della Torre, docente di Cinema e Comunicazione dell’Università Cattolica di Milano, la rassegna propone lungometraggi, documentari, film di animazione e corti scelti (il più possibile) con il criterio della levità. La delicatezza (che a volte non disdegna la crudezza) è il principio guida durante i tre giorni (e le due serate) di proiezioni.

Si comincia venerdì pomeriggio con una serie di lavori che affermano la persistenza della persona nonostante la malattia e l’importanza dell’amore nella cura. La giornata del sabato vedrà il pomeriggio dedicato ai cortometraggi e agli incontri con registi e “animatori” di una serie di lavori alcuni dei quali presentati per la prima volta. Ferdinando Schiavo farà un break proponendo una sintetica storia cinematografica delle demenze. La domenica avrà un’attenzione particolare per i bambini e il Cinema d’Autore, con la presenza di Pupi Avati che ci racconterà “la vecchiaia come stetoscopio poetico”.
Il linguaggio del Cinema è occasione non solo di riflessione ma soprattutto di stimolo alla vita: ci sono sentieri forse non ancora percorsi, forse all’apparenza più difficili, strade che fanno rallentare il passo eppure vitali, entusiasmanti, dove non sentirsi soli. Tuffarci per un’ora nei pensieri di un altro fa sbocciare idee nuove.

 

L’ORTO DEI BEI DISASTRI – ZAMPE E CAREZZE

La natura con i suoi abitanti (vegetali e animali) accoglie chi arriva all’Alzheimer Fest nello scenario splendido di Levico e del Trentino. Il lago, le montagne intorno. E al centro il Parco delle Terme, un inno alla bellezza che non ha bisogno di aggiunte o modifiche. Unica eccezione: lo spazio che abbiamo chiamato “L’orto dei bei disastri”, un pezzetto di parco appositamente ritagliato per l’Alzheimer Fest dove chi vuole può cimentarsi in un corpo a corpo con la natura e la terra senza timore di fare danni o essere stoppato. Le persone con o senza demenza spesso sono chiamate a essere meri spettatori, a non “metterci mano” (perché diciamo che “non sono più in grado”). In questo angolo di paradiso verde invece si può praticare il giardinaggio libero. E se il risultato non è all’altezza dei canoni e dei manuali, evviva (appunto) i bei disastri.
Dal regno vegetale a quello animale: per tutta la durata del Fest ci sarà la possibilità di incontrare alcuni amici speciali. Cani e asini che “lavorano” in Trentino (li abbiamo scelti a chilometro zero anche per il loro benessere) nell’ambito di progetti di pet activity con persone cosiddette fragili. Gli animali sono per tutti compagni di vita, e questo vale anche per i selvatici che ammiriamo da lontano, figuriamoci per quelli domestici che popolano le nostre comunità. Per questo abbiamo pensato anche di dar vita ad alcuni incontri dedicati al rapporto straordinario tra umani e non. Dalla storia della domesticazione ai temi dell’invecchiamento (che riguardano anche i nostri amici a quattro zampe).

 

LE FINESTRE DELLA FOTOGRAFIA

Per di-mostrare quanto siano aperte e importanti queste finestre basterebbero gli scatti di Ferdinando Scianna per le cartoline dell’Alzheimer Fest. Persone con demenza e loro familiari/caregiver che non si nascondono, non hanno paura o vergogna di mettersi in posa senza esibizionismi, come per dire: “Embè? Ci siamo anche noi”. Basterebbe, per dimostrarlo, lo straordinario percorso fotografico realizzato appositamente da Luca Chistè nella mostra “Quotidiani paralleli”, che apre letteralmente la festa nel prologo di giovedì 13 settembre. Ritratti che sono una testimonianza di vita che la malattia non può sfregiare: persone circondate dalle immagini della propria storia, persone che si specchiano in quei pezzi di memoria incorniciati in salotto o dentro un album. Ritratti con ritratti, ritratti con affetti: già, perché l’altro specchio (oltre a quello dei ricordi su carta fotografica) è quello (altrettanto importante) delle relazioni umane che la demenza non taglia fuori anzi semmai amplifica, rendendole ancoraggio necessario: lo specchio degli altri, le relazioni di cura, i gesti dell’affettività ancora più preziosa se minuta.
Le fotografie fissano questi momenti intensi. Che possono essere gioiosi e giocosi: così “Le Regine dell’Alzheimer” ritratte da Blu Delle Blu Remonte Donne R9393 blu Blu Chelsea 12 Stivali Eros Mauroner tornano a grande richiesta all’Alzheimer Fest arricchite da una collaborazione con Israa di Treviso. Ecco persone che si “travestono” e si atteggiano “alla moda” di famosi ritratti del passato, e così vengono “incorniciate” dall’obiettivo di un fotografo che ha il potere di fare di anonime signore in casa di riposo delle regine per sempre. Diverso il gioco proposto da Daniela Perego ne “I miei ricordi a chi i ricordi sta perdendo”, dove la fotografa tappezza un’intera stanza con una vita di ritratti, migliaia di scatti offerti non per “selfismo” spinto ma per una forma di compensazione umana e poetica: volendo, ad uno ad uno gli scatti saranno messi all’asta per realizzare un obiettivo benefico deciso dall’Alzheimer Fest. Altre mostre: “il Museo incontra l’Alzheimer” ripropone alle Terme l’esperienza di T-Essere Memoria. Nel Parco delle Terme ecco il percorso curato dall’Associazione Rencureme, “Non trovo più il mio sentiero”, dove in realtà si traccia un sentiero possibile verso una comunità amica delle demenze.
Non solo mostre: “Le finestre della fotografia” curate da Giovanna Calvenzi, uno dei nomi più significativi quando si parla di immagini (non solo in Italia), prevedono laboratori “sul posto” e mostre “dal vivo”: sabato per tutto il giorno il grande Settimio Benedusi, nominato a furor di festaioli “faccista” dell’Alzheimer Fest, torna con la sua meravigliosa postazione di “studio sotto gli alberi”. Chi vuole da lui un ritratto, lo avrà. E potrà vederlo esposto in grande formato: “Noi ci siamo”. Domenica, la sua collega Blu Remonte Blu 12 Donne Chelsea blu R9393 Delle Stivali Blu Laila Pozzo sarà pronta a realizzare “Ritratti della salute” anche a chi secondo le carte sanitarie proprio in salute non è, a chi comunque vuole mostrare il meglio di sé. E poi? L’idea è quella di passare dall’idea all’azione, trasformando i ritratti in volantini elettorali da affiggere in pubblico. Si sa che le persone con demenza faticano ad avere peso politico. E se con familiari e caregiver per farsi ascoltare fondassero un partito? Paradossi pungenti che piacciono all’Alzheimer Fest.

 

 

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